LA VERA STORIA DI HANSEL E GRETEL

LA VERA STORIA DI HANSEL E GRETEL
di e con Francesca D’Este

Vincitore della decima edizione del concorso nazionale “Fiabe nelle Cave 2010”

“Per aver saputo divertire il pubblico ridendo delle paure di grandi e bambini attraverso la rappresentazione di una fiaba con la sola presenza scenica senza l’ausilio di coreografie e altri supporti tecnici, integrandosi pienamente nel contesto naturale della Cava Teatro”

Una storia nota, ma non tra le più tradizionali – anche perché non è mica piacevole raccontare ai propri figli di genitori degeneri che mollano i figli nel bosco.
Un’attrice che fa tutti i personaggi e tutte le voci, seduta su una sedia – tranne quando arriva il ciccionissimo Pao Pao, con baffi da gatto, orecchie da topo, naso da cane e vista da talpa. Lì bisogna proprio alzarsi in piedi!
Emozioni che spaziano dalla paura, al riso, allo stupore.
Naturalmente una morale: assaggiando si impara.
Ne La vera storia di Hansel e Gretel la struttura della fiaba originale viene mantenuta, ma il viaggio di crescita di Hansel e Gretel si trasforma anche nella scoperta di alimenti diversi.
I due protagonisti assaggeranno, a volte con entusiasmo a volte con circospezione, cose che mai avevano visto prima – arance, pesce, alcune verdure (le arance non crescono nel bosco… ma neanche “nel negozio” come ha risposto un bambino) con tutte le reazioni del caso, che ogni genitore conosce bene, fin dalla loro più tenera infanzia. Hansel e Gretel dovranno districarsi tra il colore e la consistenza ributtanti della nutella (“è cacca!”), e il suo piacevole profumo.
La vivacità del racconto e la continua interazione con i bambini, cui la narratrice rivolge richieste e domande, creano un ascolto attivo, quasi una partecipazione nella narrazione; i bambini (e i genitori con loro) riflettono e ridono di loro stessi. Perché lo sanno benissimo quali sono i loro rispettivi vizi e capricci! e si vedono rispecchiati nei due protagonisti.

“Il racconto è nato per i bambini, cui l’ho raccontato per un anno nelle scuole. Piano piano ha raggiunto una forma che utilizzava meccanismi comici e del racconto che lo rendevano efficace e comunicativo come volevo. Non è stato facile. I bambini si dice siano un pubblico difficile: perché o sei onesto nel comunicare, o non nascondono per educazione gli sbadigli. Ed è stata una felice sorpresa, alla fine, scoprire che anche i genitori che li accompagnavano si divertivano e ridevano come i loro figli.”
Francesca D’Este

Foto di Nunzio Fracalanza

“Con La vera storia di Hansel e Gretel Francesca d’Este porta un scena uno spettacolo semplice ma estremamente coinvolgente, divertente, oserei dire entusiasmante. (…) Un racconto vivace, frizzante, e nonostante si svolga quasi interamente con l’attrice seduta, è in continua interazioni coi piccoli spettatori, ma anche con i gli adulti presenti in sala che si sentono coinvolti, parte in gioco, tornano bambini e fanno a gara coi più piccoli a rispondere alle domande che l’attrice porge alla platea. (…) Uno spettacolo ricco, anche di spunti per meditare sul cibo e sul vivere moderno. Altamente consigliato per i più piccoli, altamente consigliato anche per i più grandi.”
Andrea Candian, organizzatore, sesmac.it

2 Risposte to “LA VERA STORIA DI HANSEL E GRETEL”

  1. francesca maggio 20, 2013 at 11:56 am #

    ma che sorpresa!! molti mi dicono che scriveranno il loro entusiasmo, ma poi o non mi girano niente o i mille impegni fanno scordare. Mi sarà utilissimo. Grazie a te Roberta che ti sei presa la briga!
    e anche a Fausta, Elisa e Emilio che si sono messi di impegno perchè venisse fatto. Tra l’altro una classe quinta definita tremenda è rimasta ammutolita ed è uscita dopo lo spettacolo con commenti tra loro del tipo ‘Ma questa è una che ha studiato… questa è brava…’ Sublimi… Non sapevo se ridere o commuovermi. Vi abbraccio!

  2. Roberta Sambo maggio 20, 2013 at 10:26 am #

    Scuola dell’infanzia “Gianni Rodari” di Marghera-Venezia

    Qualche giorno fa abbiamo assistito alla recitazione della “vera storia” di Hansel e Gretel, ideata e interpretata da un’attrice nota nel territorio: Francesca d’Este. Invitata in occasione della “settimana della lettura” organizzata dal circolo “Cesco Baseggio”, ha intrattenuto le bambine ed i bambini del plesso con uno spettacolo che ci ha piacevolmente sorprese fino ad indurci a segnalarlo in questa forma a noi, insegnanti, inconsueta. Francesca ha narrato una storia tradizionale tra le più importanti e complesse, per il tema dell’abbandono che l’attraversa, intrattenendo i bambini con la sola presenza scenica…la mimica espressiva del suo viso, il corpo e la voce, abilmente modulata a “dar parola” ai due noti protagonisti e ad un terribile Pao Pal, personaggio alternativo alla strega della fiaba. Conservando il filo narrativo tradizionale, ma integrandolo con contenuti che toccano la sfera dell’educazione alimentare, ha attivato tra i partecipanti reazioni emotive autentiche di empatia verso il vissuto dei due protagonisti, curiosità e paura alternate a spontanee risate liberatorie scatenate anche dalla sapiente e generosa espressività dell’interprete che ha saputo mantenere saldo il filo attentivo alternando al racconto, momenti di interazione con il giovane pubblico.
    La sua interpretazione ha ottenuto una risposta partecipativa che raramente ci capita di riscontrare nei nostri alunni (di età compresa tra i tre e i sei anni), abituati a “tradurre” le trame teatrali, pur interessanti e ricche dal punto di vista scenico, di solito destinate a bambini più grandi. L’integrazione, continuamente agita dall’attrice, delle proposte del pubblico con la trama della storia ha costituito un elemento di valore allo spettacolo, proponendo un superamento del ruolo di semplici fruitori al quale i bambini sono spesso abituati quando vanno a teatro.
    Il riscontro tangibile dell’interesse suscitato risulta evidente dalle rappresentazioni grafiche effettuate dagli stessi successivamente e dalla frequente emersione di ricordi della storia, che ancora circolano nei gruppi sezione. E allora perche’ non dirlo e attivare un proficuo passaparola tra gli interessati? Questa “vera storia di Hansel e Gretel” merita di essere conosciuta!

    Per le insegnanti, Roberta Sambo

    Marghera, maggio 2013

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